Inter, la firma di Chivu sul double
La stagione dell’Inter, partita tra le polemiche per la scelta di Chivu, si è rivelata alla fine trionfale con un’impensabile doppietta campionato-Coppa Italia. Ma quali giocatori hanno inciso particolarmente nel percorso nerazzurro? Vediamolo insieme
Akanji e Bisseck, vitali, Dimarco da record
Il primo momento cruciale della stagione a mio parere è la sconfitta casalinga di inizio stagione dell’Inter contro l’Udinese: il giorno seguente proprio sul finire della sessione di calciomercato Ausilio chiude la cessione di Pavard al Marsiglia portando invece in rosa Akanji dal Manchester City. L’impatto è devastante, lo svizzero si mostra dominante da braccetto destro e si dimostra affidabile anche nel momento in cui Acerbi viene retrocesso in panchina da centrale nella difesa a tre. Qui entra in gioco la crescita di Bisseck; il tedesco al netto di qualche distrazione è stato fondamentale. Ottimo in difesa, propositivo in attacco e spesso pericoloso per gli avversari (riguardate il gol di Genova), è forse il calciatore più cresciuto con Chivu in panchina.
Per Bastoni è stata una stagione complessa dopo la gogna mediatica derivante dal rosso di Kalulu, ha comunque dato il proprio contributo come sempre. Acerbi lascia l’Inter con dignità cosi come De Vrij, ottim entrambi quando chiamati in causa. Questione esterni: Dimarco è stato favoloso mettendo a segno il record di Assist in Serie A, qualità del suo mancino altissima mentre Carlos Augusto si è dimostrato fondamentale e duttile ogni volta che è sceso in campo. Dumfries è stata un’assenza pesante per tantissimi mesi, la differenza con Luis Henrique è ancora troppo ampia però credo che il brasiliano possa crescere nella prossima stagione. Quasi nullo il contributo di Darmian che però lascerà Milano dopo tante stagioni ad altissimi livelli: professionista esemplare.
Centrocampo: Calhanoglu e Zielinski imprescindibili
A centrocampo c’è da fare un lunghissimo discorso su Hakan Calhanoglu, dato in partenza dopo il Mondiale per club e le discussioni con il capitano Lautaro Martinez. Calha sembrava pronto all’addio destinazione Turchia, alla fine però è rimasto e si è dimostrato imprescindibile con tanti gol (favoloso quello contro la Roma) e soprattutto prestazioni da top player. Unico neo i troppi infortuni, ma se l’Inter dovesse trovare una riserva all’altezza preservando il turco per i big match la situazione si farebbe molto interessante.
Dietro di lui Zielinski, recuperato totalmente da Chivu dopo un’annata difficile con Inzaghi in panchina. Prestazioni ottime, gol belli (come quello di Verona) e pesanti (la sfida alla Juventus dice nulla?) hanno di fatto trasformato un calciatore dato come esubero in un protagonista per la conquista dei due trofei compensando l’annata storta di Barella, un po’ troppo incostante durante questa stagione.
Petar Sucic ha avuto un impatto incredibile sulla stagione nerazzurra, nella parte centrale anche a causa di un infortunio non reso noto ha sofferto per poi tornare prepotentemente tra i top nel finale di stagione; la rimonta in Coppa Italia contro il Como porta la sua firma indelebile con due assist e un gol: curioso di vederlo la prossima stagione con un anno di esperienza in Serie A in più. Possibile ritiro invece per Henrikh Mkhitaryan, in calo ma comunque sempre disponibile a dare tutto in campo quando chiamato in causa. Rimandato Diouf, arrivato come centrocampista e spostato sull’esterno; il suo futuro è tutto da scrivere.
Lautaro sempre al top, gli altri a fasi alterne
In avanti la stella è sempre lui, Lautaro Martinez. Il capitano dei nerazzurri nonostante qualche problema fisico si è distinto per grinta, gol e soprattutto energia alla squadra: Inter-Roma ne è stata la prova indelebile. Il suo compagno d’attacco, Marcus Thuram, è stato incostante soprattutto nel periodo invernale. Quando è stato il momento di allungare in modo decisivo però Tikus è stato decisivo con gol e prestazioni finalmente tornate al suo livello abituale guadagnandosi anche la convocazione per il Mondiale.
Pio Esposito è stata una bella scoperta: Gol, prestazioni all’altezza e grinta hanno confermato che questo attaccante può essere il futuro dell’Inter. Dopo la partita contro la Bosnia in Nazionale ha accusato il colpo e le prestazioni sono calate di livello, il primo anno all’Inter però è stato ottimo. A corrente alternata anche Bonny; super all’inizio, calato poi nel proseguo della stagione. Però anche lui ha dimostrato di avere il talento per stare all’Inter, occhio a questi due ragazzi per il futuro.
Chivu, debutto superlativo
Per ultimo merita un paragrafo a parte il mister nerazzurro Christan Chivu, il nuovo allenatore nerazzurro aveva iniziato la stagione con sensazioni non positive. Squadra implosa, poche panchine in Serie A e gli avversari che già vedevano la possibile caduta dei nerazzurri: tutto il contrario. Chivu si è calato nel mondo Inter con umiltà, si è mostrato intelligente in campo e soprattutto fortissimo nella comunicazione surclassando a parole gente esperta come Conte, Alllegri e tanti altri. Due trofei, rinnovo meritatissimo: bravo Chivu, nella storia dell’Inter sia da giocatore sia da allenatore.
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