Bastoni-Kalulu: niente ipocrisia
La situazione relativa a Bastoni e Kalulu continua a tenere botta. Tante persone hanno parlato, in tanti si sono espressi anche con un po’ troppa ipocrisia: proverò ad analizzare meglio la situazione.
Un protocollo da cambiare
Partiamo dal lato arbitrale dove ormai il protocollo relativo al VAR ha mostrato praticamente tutti i suoi limiti evidenti. Trovo inammissibile che uno strumento così importante venga addirittura giudicato inutile a causa del suo utilizzo, è decisamente ora di cambiare qualcosa.
Partirei dal caso relativo al derby d’Italia dove Kalulu ha preso un secondo giallo inesistente ed è stato quindi espulso. Trovo incredibile che il VAR non possa intervenire per cambiare la decisione di campo su un cartellino, spero si possa aggiustare il protocollo almeno sul secondo giallo anche se lo amplierei a tutte le sanzioni. Trovo che un giallo inesistente possa condizionare la partita a prescindere, perchè non cambiare le cose?
Il tema relativo ai calci di rigore resta molto spinoso, abbiamo visto tante volte il VAR non intervenire in situazioni relative a contatti leggeri come quello di Gimenez contro la Fiorentina oppure il rigore assegnato a Di Lorenzo in Napoli-Inter. Ok lasciare le decisioni di campo all’arbitro, però alcuni rigori leggeri dovrebbero essere tolti o comunque non assegnati per restituire credibilità al nostro calcio.
Giocatori: stop alle simulazioni, ma poca ipocrisia
Passiamo ora al discorso relativo ai calciatori, accusati spesso e giustamente di accentuare i contatti oppure simulare direttamente. Spesso e volentieri vediamo calciatori toccarsi il volto pur senza contatto, oppure come nel caso di sabato sera provare ad ingannare l’arbitro, atteggiamento ovviamente da condannare; tuttavia è un discorso che andrebbe fatto senza ipocrisia.
Le simulazioni riguardano tutte le squadre, eppure spesso e volentieri sono discorsi che vengono affidati solamente a certe società. In questa stagione ricordo tanto elementi a sfavore delle big, alcune sono state più colpite dagli eventi e altre meno: il problema da risolvere però deve essere comune per il bene del calcio.
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